synesius está muerto
synesius está muerto
que viva para siempre
el poder
de la nueva generación
440 post dal giugno 2004.
azz, che costanza.
mi sa che è ora.
comunque.
l’idea è quella di frequentare la blogosfera in altri modi e luoghi (autogestiti oppure anche no), se possibile in modo più rigoroso e meno arruffato di come è stato fatto finora (ma d’altra parte lo stesso nick pretendeva approssimazione e pressapochismo).
ah, un’ultima cosa: hasta la derrota siempre.
perché le idee spesso si rivelano delle grandi stronzate.
Ho sorriso così poco che mi si sono aperte le gengive. Un male. Mi hanno detto che è colpa del fumo, che tutta la mia bocca si sta disfacendo piano piano. Ma io so bene che la causa è un’altra. Sono tutti i sorrisi non fatti. Il mio vizio preferito non c’entra nulla.
Negli ultimi tempi, dopo una vita sempre più avara di sorrisi cortesi e imbarazzati, divertiti e ironici, maliziosi e disarmati, affettuosi e sinceri (e chissà quanti altri di chissà quanti altri tipi) ho eliminato anche i pochi che mi erano rimasti.
Parlo dei sorrisi cattivi (perché sarcastici o semplicemente nervosi) e dei sorrisi innamorati (sia quelli passionali che quelli languidi).
Per un po’ tutto è andato bene. Mi sembrava di essere riuscito a ripulire la mia vita, non so. Ad asciugarla, ecco. Ma un giorno le gengive hanno cominciato ad aprirsi. Ho sputato sangue per una settimana con una regolarità ininterrotta, poi lo squarcio (uno solo, da canino a canino, irregolare, quasi disegnato a mano libera) si è cementato in un sorriso interno privo di allegria. Come a voler ribadire che di sorrisi esteriori non ce n’era più bisogno, dal momento che li riassumeva tutti lui, nella sua vuota allegria da morente oppiato che non vuole sapere.
Il corpo, si sa, tiene, tiene, e poi si ribella in modi improvvisi e violenti. Così il mio. In seguito quello squarcio ha continuato a scavare, e sebbene non abbia più voluto esternare il suo lavorìo dopo quell’unico exploit gengivale, in pochi mesi ha raggiunto gli organi vitali, uccidendoli.
Me ne sono andato da solo, sfoderando un unico, ultimo, doppio sorriso al sangue.
gioia per l'aracnide descritto e illustrato - evocato insomma.
che bello sapere che sia riuscito a irretire, usando le "semplici" armi dell'alfabeto e dei colori primari.
perché la grazia può essere pelosa e l'eleganza deambulare a otto zampe; perché la malìa dello sguardare può essere sfaccettata e la sensualità un becco che sugge.
insomma, il raccontino "i ragni non sono previsti fra gli animali da amare" nella versione mirabilmente illustrata da Elena (Miele) ha vinto la propria sezione nel concorso Blog&Nuvole, il che significa pubblicazione nell'antologia targata Comma22 più un tot di euri per noi.
un grazie anche agli altri illustratori della mia storia: Tuono Pettinato, autore di una fusione davvero bella, e a Claudio Parentela, troppo avanti su tutto.